La voce che torna respiro. Due giornate per riscoprire canto e racconto

Il 25 e 26 luglio la Scuola del Dire Cantare Danzare apre le porte a chi vuole ritrovare, nella voce condivisa, uno strumento di comunità e di cura


1. Un fine settimana per chi lavora con le persone

Ci sono gesti così antichi che rischiamo di non vederli più. Cantare insieme, raccontare una storia ad alta voce, ascoltare la voce di un altro fino a lasciarsene portare. Sono gesti semplici, alla portata di tutti, eppure capaci di tenere insieme una comunità. È attorno a questi gesti che ruotano le due giornate del 25 e 26 luglio alla Scuola del Dire Cantare Danzare, ospitata al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio, in Garfagnana.

Non parliamo di un corso per specialisti. Parliamo di laboratori aperti a chiunque lavori con le persone: insegnanti, educatori, bibliotecari, animatori di comunità, operatori culturali, appassionati. Chi arriva non deve avere alcuna esperienza particolare. Servono soltanto curiosità e voglia di mettersi in gioco. E chi non può partecipare a tutto il percorso può scegliere anche una sola giornata, perché ogni laboratorio ha una sua compiutezza.

2. Venerdì 25: la voce come esperienza sensibile

La giornata del 25 luglio porta un titolo che è già un invito: “Ho sentito una voce tra i venti”. Dalle 10:30 alle 18, Valentina Turrini e Ilaria Savini guidano un laboratorio che intreccia i canti di tradizione orale toscana ed emiliana con il metodo Lichtenberger®, un approccio contemporaneo alla fisiologia della voce nato in Germania.

Il punto di partenza non è l’estetica, ma l’ascolto. Il metodo Lichtenberger® lavora sulla propriocezione, cioè sulla percezione che il corpo ha di se stesso, per liberare una voce più flessibile, risonante e sana. Attraverso stimoli di natura diversa, sonora, tattile, poetica, olfattiva, si prova a restituire fiducia al corpo e alle sue soluzioni spontanee. Da qui nasce l’incontro con i canti monodici e polifonici della tradizione, trasmessi per oralità diretta, riducendo al minimo testi e spartiti. Si alterneranno momenti di canto collettivo e piccoli spazi individuali, perché il piacere di cantare insieme è anche un modo concreto di stare in relazione. Non è un dettaglio da poco per chi, ogni giorno, tiene una classe o conduce un gruppo.

3. La sera del 25: fiabe sul prato, di fronte al tramonto

Al termine della giornata, il 25 luglio alle 19:30, il gruppo si sposta all’aperto per “Fiabe sul tramonto”, al Prato di Monte Argegna. È un appuntamento gratuito e aperto a tutti, con Michela Innocenti, Manola Bartolomei, Andrea Campoli e Michele Neri: fiabe narrate dal vivo, sul prato, mentre il sole cala dietro le montagne.

Questi momenti pubblici e liberi sono la porta d’ingresso più naturale alla Scuola. Non chiedono nulla, se non la disponibilità ad ascoltare, e restituiscono molto. Chi non ha ancora deciso se iscriversi può venire qui, respirare l’aria di questa esperienza, e capire dal vivo cosa intendiamo quando diciamo che narrare è un atto di cura. Consigliamo di portare una coperta o qualcosa su cui sedersi, e magari di arrivare con un po’ di anticipo per godersi la luce della sera.

4. Sabato 26: narrare è condividere, e adesso ci si iscrive

Il 26 luglio, dalle 10 alle 18, Michele Neri conduce una giornata dedicata alla narrazione viva, dal titolo “Narrare è condividere”. Narratore itinerante da anni, ha portato storie in scuole dell’infanzia e primarie, in biblioteche e piazze. Qui non propone una lezione frontale, ma un laboratorio: si comincia con le storie molto rumorose, dove il suono diventa protagonista e i partecipanti costruiscono insieme le ambientazioni del racconto, per poi passare alle risorse d’archivio del Museo e a un progetto di lettura di comunità nato attorno a Pinocchio. Il burattino di Collodi si rivela uno strumento didattico sorprendente, buono per giocare con le parole, con la geografia dell’immaginario, con i proverbi, con le immagini. In chiusura di giornata verrà presentato anche il Convegno di settembre, per chi vorrà continuare il cammino.

Restano poche cose pratiche da ricordare, ma importanti. La quota di partecipazione è di 30 euro e al termine viene rilasciato un attestato. I posti sono limitati a venti persone, perché certe esperienze funzionano solo in piccoli gruppi, dove ci si può davvero sentire. Per dichiarare il proprio interesse e ricevere le informazioni sull’iscrizione basta compilare il modulo: tinyurl.com/dire26interesse. Chi arriva da lontano trova, sui nostri canali, alcune indicazioni per il pernottamento in zona. Il resto lo mettiamo noi: la voce, le storie, e un tramonto che vale il viaggio.

La voce che torna respiro. Due giornate per riscoprire canto e racconto

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