Immaginare il territorio – Formazione

Corso di formazione
Immaginare il territorio. Introduzione a un’antropologia delle tradizioni narrative.”

Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione “Immaginare il territorio – Introduzione a un’antropologia delle tradizioni narrative” ( https:// bit.ly/immaginare-museo  ), condotto dal ricercatore Simone Fagioli, che si svolgerà il 22 e 29 febbraio e 7 marzo p.v., dalle 9 alle 13, presso il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio.

Il corso è una delle tappe previste dall’azione Un Museo per “immaginare” il territorio, progetto approvato con D.D.R. 19683/19 con il contributo di Regione Toscana, ideato e organizzato dall’Associazione La Giubba in collaborazione con il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico, con il fine di potenziare la ricerca, la sistematizzazione e la diffusione dei materiali relativi all’immaginario folklorico.
Il corso è rivolto a docenti, guide museali, operatori culturali e studenti universitari. Suddiviso in tre moduli teorici e pratici, mira a fornire ai partecipanti gli strumenti perla conoscenza e descrizione del territorio e dello spazio sociale, degli “attori” che in esso si muovono, dei racconti “d’invenzione” e delle narrazioni orali che trattano di temi emblematici (cibo, corpo, morte animali). L’ultimo modulo in presenza è finalizzato alla formazione pratica degli operatori sul campo per la ricerca, la registrazione e l’analisi di testi tradizionali con modelli di approccio innovativi che tengono presente la trasformazione della società e degli informatori della narrativa tradizionale.
Nello specifico:
Modulo 1
22 febbraio 2020. 9-13.
Partendo dai modelli di descrizione del territorio, che possono essere cartografici, storici, sociali, economici, politici, la lezione si stringe sui sistemi di descrizione “immaginaria” – non di luoghi immaginari -, alle coordinate possibili su ogni territorio nella sua rappresentazione nella narrativa tradizionale, nei racconti “d’invenzione” che si muovono in precisi contesti dove il narratore vive, spostando lo sfondo in base a trasformazioni spaziali locali. Una parte della lezione è dedicata all’analisi dello “spazio sociale”, definizione di rilievo per la comprensione del territorio, degli attori che vi si muovono, delle narrazioni, concetto fondamentale per la raccolta sul campo di dati etnografici: la sua definizione e comprensione permette di agire con maggior sicurezza e competenza.

Modulo 2.
29 febbraio 2020. 9-13.
La lezione è incentrata nell’analisi a tutto campo di un sintetico corpus di racconti del territorio lucchese che trattano di emblematici temi, comuni a tutta la narrativa tradizionale, di grande attualità – come il cibo, il corpo, la morte, gli animali – con l’approfondimento dei modelli di narrazione orale. In questo contesto si accenna alla necessità di rivedere gli schemi di classificazione della narrativa tradizionale, alla luce dei nuovi media, della diffusione delle notizie e informazioni, del mutato grado di scolarizzazione ecc. in una visione più estesa nel tempo di questi temi. Si interverrà in modo pratico su alcuni racconti, con la loro lettura, drammatizzazione, analisi linguistica, dei contenuti, riassunto, possibilità di rappresentazione grafica, anche sulla base delle esperienze e dei materiali presenti nel Museo.

Modulo 3.
7 marzo 2010. 9-13.
La lezione è finalizzata alla formazione pratica degli operatori sul campo per la ricerca, registrazione, analisi di testi tradizionali, con modelli di approccio rinnovati rispetto alla metodologia della ricerca per la narrativa tradizionale. Verranno proposti e approfonditi modelli di natura antropologica più maturi, anche con l’evoluzione delle tecniche di registrazione audio-video, in una riflessione analitica verso un’antropologia partecipata. Non basta registrare, è necessario sviluppare in accordo con l’informatore una rete più complessa di dati, considerando una trasformazione anagrafica, culturale, sociale dei possibili intervistati anche rispetto a venti anni fa. Verrà fornita una “cassetta degli attrezzi” concettuale di base di ambito antropologico.

Le lezioni, che si svolgeranno con l’utilizzo di materiale audio-visivo, prevedono analisi teoriche e pratiche su racconti tratti dagli archivi del Museo, anche in forma collegiale, rendendo poi disponibili ai partecipanti dispense, riassunti, articoli, registrazioni audio-video e link a documenti che illustreranno quanto discusso. Sarà disponibile la piattaforma e-learning del Museo per completare e approfondire quanto visto in presenza, raggiungendo così 25 ore di formazione.
Il costo del corso è di 20 euro da versare al primo incontro, iscrizioni on line https:// bit.ly/immaginare-museo (termine ultimo: 20 febbraio 2020);per informazioni telefonare al 351 9527312, oppure scrivere a info@museoimmaginario.net

Simone Fagioli (Pistoia 1967) è ricercatore libero professionista di formazione antropologica. Collabora con enti pubblici e privati per ricerche sui temi della nascita e sviluppo dell’industria (metallurgica, mineraria, cartaria, tessile, ceramica), analisi dei processi produttivi preindustriali e industriali, storia d’impresa, sociologia e antropologia del cibo, uso pubblico della memoria e delle tradizioni, nonché gestione di archivi d’impresa e privati. È autore di numerose pubblicazioni su questi temi.
independent.academia.edu/SimoneFagioli

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